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Saluto del Dirigente Scolastico all’avvio del nuovo anno

“Nella vita niente deve essere temuto, ma solo capito.
E’ tempo di capire di più, in modo da temere di meno”.

 Marie Curie

 

Carissimi bambini e bambine, ragazzi e ragazze, insegnanti e famiglie,
collaboratori scolastici, personale di segreteria…

 

 

Si parte! Si riparte! Finalmente...

 

Quest’anno la partenza ha un sapore diverso da quello consueto. Come ogni cosa che, quando manca, si apprezza di più e si arriva a capirne il vero valore, questi mesi ci hanno insegnato a capire il valore della scuola, persino a sentirne la mancanza, ed essa è quest’anno attesa, desiderata, invocata dalle famiglie, ma per la prima volta fors’anche dagli studenti, piccoli e grandi.

Si ha voglia di tornare a imparare sui banchi di scuola, ma più ancora si ha voglia di incontri, di relazione, di routine, di ritorno alla normalità.

Dopo mesi di lock down, chiusi in trincea come in tempo di guerra, ad affrontare difficoltà che sono sembrate insormontabili, tornare a scuola quest’anno è un po’ tornare alla normalità. Perché è di normalità che si ha bisogno.

Anche se dietro una mascherina, e con precise regole da rispettare, si ha bisogno di tornare a vedere i cortili delle scuole popolati di bambini e ragazzi, si ha bisogno di tornare a sentire le loro voci curiose e festanti e a leggere nei loro sguardi emozioni e domande, si ha bisogno di tornare a salutarsi mentre si accompagnano i figli a scuola e a scambiare due chiacchiere con i colleghi senza uno schermo di mezzo. E siamo noi adulti per primi ad aver bisogno di tutto questo, perché i bambini e i ragazzi, con la loro freschezza e la loro ritrovata normalità, possano di riflesso infondere in noi nuova fiducia e rinnovata speranza. Dunque, ripartiamo.

In questi mesi, la scuola è stata la prima notizia di ogni TG, chiacchierata, sottoposta a critica, molte volte attaccata. Eppure, in un momento di forte crisi del Paese, la Scuola locale ha continuato a lavorare senza fermarsi, sperimentando nuove forme di didattica, mettendo a punto nuove strategie, non lasciando mai soli bambini, ragazzi e famiglie.

Oggi sentiamo ripetere da più parti che, dalla ripartenza della Scuola, passa la ripartenza di un intero Paese. Come Scuola, sentiamo tutto il peso di questa responsabilità.

E infatti, in questi mesi estivi, pur nel continuo cambiamento delle indicazioni nazionali e regionali, abbiamo lavorato alacremente per far in modo di essere pronti a ripartire in presenza: con il consueto “lavoro di squadra” che caratterizza il nostro Istituto, abbiamo spostato banchi e arredi, riorganizzato classi, messo in sicurezza accessi e strutture, attaccato cartelli, individuato soluzioni e procedure, fatto ordini e acquisti, dotato aule, persone e ambienti di dispositivi di protezione e prodotti igienizzanti.

Un grazie sentito va a quanti, genitori, personale scolastico, Uffici comunali, Assessori, hanno collaborato, e in tempi celeri, a che tutto fosse pronto per questo nuovo inizio.

Dunque, ripartiamo!

Ripartiamo non senza un po’ di timore e preoccupazione, naturali in ogni nuova partenza e ancor più in un tempo di incertezza come il nostro, in cui è impossibile prevedere quale sarà lo sviluppo della pandemia.

“Andrà tutto bene”, lo slogan che ci ha accompagnato in questi mesi, è oggi una domanda: andrà davvero tutto bene? Leggo questa domanda negli occhi del personale scolastico, mentre si prepara ad accogliere col consueto entusiasmo ma non senza apprensione i propri alunni; leggo la stessa domanda negli occhi dei genitori, mentre affidano con fiducia ma non senza timore i loro figli alla scuola; e leggo la domanda negli occhi di qualche alunno, timoroso nel riavvicinarsi ai compagni a cui non potrà quest’anno stringere la mano.

A tutti, mi sento di rispondere con le parole di Marie Curie, celebre studiosa polacca:

“Nella vita niente deve essere temuto, ma capito. E’ tempo di capire di più, in modo da temere di meno”.

E’ tempo di capire che la scuola è comunità educante e che solo tutti insieme: insegnanti, genitori, operatori scolastici, Dirigente, possiamo affrontare ogni cosa ed educare i nostri bambini e ragazzi a diventare grandi e capaci di affrontare le sfide della vita.

E’ tempo di capire che la scuola è luogo di cultura, e se ognuno farà la sua parte e farà convergere i propri sforzi nella comune direzione dell’educare al rispetto delle regole e delle persone, e ai valori del dialogo, del confronto vero, del rimboccarsi le maniche piuttosto che perdersi in sterili polemiche, non potrà che andare tutto bene, e i nostri bambini e ragazzi potranno fare nella scuola esperienza di apprendimento e di vita.

E’ tempo di capire che, se anche qualcosa non dovesse funzionare, unendo le forze come più volte abbiamo fatto, tutto sapremo affrontare e tutto sapremo superare.

E’ tempo di capire che, insieme, possiamo ripartire con slancio e fiducia. Quello slancio e quella fiducia che non mancano ai nostri bambini, come questo, protagonista di un simpatico aneddoto con il quale voglio chiudere. Si tratta del piccolo Alberto, impaziente di riprendere la scuola dopo tanto tempo; a fine agosto, apprende dal Tg che i banchi non arriveranno in tempo per l’apertura di settembre. Temendo che così la scuola non possa riaprire, guarda il nonno e dice: “Eh va bè, nonno, che problema c’è. Prendiamo quel banchetto che hai giù in cantina, me lo aggiusti un po’ e almeno io, il banco per andare a scuola, ce l’ho! Così le mie maestre hanno un banco in meno da procurare!”

… E’ tempo di capire che le difficoltà non sono mai così insormontabili se le guardiamo con la semplicità di un bambino, e se ci mettiamo a farvi fronte con la certezza che tutto si può in qualche modo risolvere.

Dunque, bambini, ragazzi, insegnanti, collaboratori scolastici e personale di segreteria, allontaniamo il timore e partiamo con lo slancio di sempre; sono certa che, con la collaborazione di tutti, anche quest’anno andrà tutto bene.

Buon inizio!

 

Barbara Pellegatta

Dirigente Scolastico

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